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Pubblica amministrazione, i pro e i contro del posto fisso

Pubblica amministrazione,  i pro e i contro del posto fisso

La sicurezza del posto fisso, l’assenza di un esigente datore di lavoro e una buona retribuzione: sono queste le caratteristiche che rendono il lavoro nel settore pubblico una attraente prospettiva. Ma, mentre il posto fisso continua ad essere una garanzia (e recenti commedie di successo ce lo hanno simpaticamente ribadito), per le altre due peculiarità non possiamo mettere la mano sul fuoco.

Lo scarso impegno dei dipendenti pubblici non riguarda, infatti, la maggior parte degli impiegati (anzi) e gli ormai celebri “furbetti del cartellino” sono solo una minima percentuale di questa categoria. Più difficile dimostrare invece che la pubblica amministrazione non sia caratterizzata da buoni salari.

In effetti, è vero: gli impiegati pubblici possono godere di un buon stipendio. Quello che è cambiato, dal 2011 ad oggi, sono le retribuzioni relative, e cioè il confronto con quelle dei lavoratori degli altri settori. Infatti, le ultime stime dell’Istat in riferimento alle variazioni dei salari medi delle diverse categorie dal 2010 al 2015 hanno rivelato una diminuzione solo tra quelli del settore pubblico. Una diminuzione minima – si parla di solo lo 0,8% in meno -, ma significativa se confrontata con il dato generale,  che ha visto aumentare del 7% i salari medi dei dipendenti di tutti i settori. A fare la parte del leone sono gli stipendi degli impiegati nel mondo delle attività finanziarie ed assicurative (€ 36.568 all’anno), mentre, a chiudere la classifica, troviamo i lavoratori del settore agricolo e della pesca (con un valore di € 17.943). Entrambe le categorie però, hanno aumentato questi salari, nel lustro considerato, rispettivamente del 7,2% e dell’11,2%. Spiegarsi cosa abbia causato questa riduzione delle retribuzioni dei pubblici impiegati non è poi così difficile: nel 2011, infatti, l’Italia ha attraversato il periodo di profonda crisi che tutti conosciamo, a cui è seguita la spending review del governo Monti che, come una scure, si è abbattuta sui conti pubblici.

Nulla di eccessivamente preoccupante, però. I dati in questione sono relativi ai 5 anni che abbiamo ormai alle spalle, e probabilmente il futuro sarà positivo. Inoltre, a dare supporto ai consumi dei dipendenti pubblici e statali ci sono le tante convenzioni con gli istituti che erogano finanziamenti nel nostro Paese. Grazie a questi accordi, i lavoratori della Pa possono contare su prestiti (cessioni del quinto, delegazioni di pagamento o altri prestiti personali) a condizioni sempre più convenienti e su misura per loro. Semplici e sicuri, spesso, i prodotti offerti rappresentano la soluzione giusta per ogni esigenza di finanziamento.

 

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