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Milleproroghe e Buona Scuola: le novità per i dipendenti scolastici

Milleproroghe e Buona Scuola: le novità per i dipendenti scolastici

In arrivo importanti novità per i dipendenti scolastici. L’entrata in vigore della riforma Buona Scuola e l’approvazione, in questi giorni, del decreto Milleproroghe potrebbero modificare le scelte degli insegnanti in ottica presente e futura.

Per quanto riguarda la Buona Scuola, le novità fanno riferimento, tra le altre cose, alle modalità per cambiare istituto scolastico. Prima della riforma era sufficiente indicare il nome della scuola desiderata e sperare che, nel caso in cui si fosse liberato un posto, nessun collega più alto in graduatoria avesse fatto la stessa scelta. Adesso le cose sono cambiate, in virtù delle nuove direttive in materia di ambiti territoriali e dei maggiori poteri conferiti al preside. Piuttosto che specificare la scuola, ora si dovrà indicare il distretto in cui si trova e augurarsi che il dirigente scelga proprio il profilo dell’insegnante in questione. Insomma, lavorare nell’istituto desiderato potrebbe non essere più tanto semplice.

Positive sono invece le nuove direttive previste dal Milleproroghe. Anche i dipendenti statali, seguendo l’esempio di quelli privati, potranno decidere di trasformare il proprio contratto di lavoro full-time in part-time, negli ultimi anni della loro carriera. Ovviamente questa modifica degli orari di lavoro causerà una proporzionale riduzione della retribuzione, anche se nessuna conseguenza si avrà per la futura pensione: i contributi saranno comunque calcolati sullo stipendio relativo al rapporto di lavoro a tempo pieno. Tale emendamento è riservato esclusivamente a chi potrà accedere alla pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi per uomini e donne).

L’emendamento al Milleproroghe potrebbe modificare le retribuzioni di insegnanti e dipendenti scolastici e, quindi, le relative scelte di consumo. Ma, a farli sorridere, aumentandone proprio i consumi,  ci pensa l’ultima novità riferita al mondo della scuola. Grazie alle convenzioni stipulate con il Ministero, infatti, per i dipendenti scolastici è più facile e conveniente ottenere un prestito. Nello specifico, la soluzione migliore potrebbe essere rappresentata dalla cessione del quinto dello stipendio, il prestito con trattenuta in busta paga.

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